Psychedelic | Space / Post Rock | Avant-garde | Electronic / Electroacoustic

NN_EP031_04_17
MAMMUT NEL CAOS

Hura Mayura


Tracks:

  • Lumache nere al mattino (Feat. Santo Niente)
  • Eleuterio e il fiume freddo
  • Rey Rojelio
  • Tea Room
  • El Patròn

(49,6 Mb)

(Pdf 608 Kb)
Pre-listening Track

"Hura Mayura", the new work by Mammut Nel Caos, seems finally to shake off the dull taste and extremely introspective hovering in 2015 debut album "Morbus Sacer Vol.1: Ordo ab Chao" which predominated a deliberately and extremely low-fi sound. The veil of Maya was torn -to quote Arthur Schopenhauer- and the new album's modus operandi has totally changed. "Hura Mayura was a sleep with the lights off, interrupted by a sun that scraped the sky, through a closed window and the wet sheets from the silent sin". The cover album is a pic where the Russian doctor Leonid Rogozov is operating himself for appendicitis on April 30, 1961. An unvarnished image, uncensored any objectively is a man who works in an extremely dangerous situation, but metaphorically speaking symbolizes a man cut off before the company observes its purity and his true self. A gash before the world. The digital album is constituted by 5 tracks made between Sicily and Ecuador, precisely in the city of Quito which is located in Pichincha region, in a time span ranging from 2015 to 2017 with the arrangmentes, sound, production and post production by Renè Delacroix. In the opening track Umberto Palazzo, leader of the "Santo Niente" an icon of the 90th alternative rock italian scene screems loudly a phrase that seems coming out of the stereo speakers. Two trucks (first one and third) are sung by Nicol Paladino and the narrator voice in the last album track is by Paolino Canzoneri that reciting an Angelo Barraco poem. An album steeped in psychedelic, distorted and acoustic sounds that they indulge in long and dilated feedback stuck with synth fighting an exhausting battle of unstable equilibrium and disconnected they find the perfect symmetry with the background noise that put a short drive axis but intense.

"Hura Mayura", il nuovo lavoro di Mammut Nel Caos, sembra scrollarsi definitivamente di dosso quella patina opaca ed estremamente introspettiva che aleggiava nell’ album di esordio del 2015 “Morbus Sacer Vol.1: Ordo ab Chao” dove predominava un suono volutamente low-fi su cui si poggiavano amabilmente lamenti e cantilene ermeticamente scomposte. Il velo di Maya è stato squarciato –per citare Arthur Schopenhauer- e laddove prima vi era la necessità nel polistrumentista marsalese Angelo Barraco di dedicarsi in totale autonomia alla composizione dei brani e relativa registrazione, per il nuovo disco il modus operandi è totalmente cambiato. “Hura Mayura era un sonno a luci spente, interrotto da un sole che graffiava il cielo, da una finestra chiusa e dalle lenzuola bagnate dal silente peccato” come spiegano le note di copertina del disco che raffigura in copertina il medico russo Leonid Rogozov mentre opera se stesso di appendicite il 30 aprile 1961. Un’immagine di copertina nuda e cruda, senza censura alcuna che oggettivamente rappresenta un uomo che si opera in una situazione di estremo pericolo ma metaforicamente parlando simboleggia un uomo reciso dinnanzi alla società che osserva la sua purezza e il suo vero io. Uno squarcio dinnanzi al mondo. L’album digitale è costituito da 5 brani che sono stati realizzati tra la Sicilia e l’Ecuador, precisamente nella città di Quito che si trova nella regione Pichincha, in un arco temporale che va dal 2015 al 2017 con la collaborazione di Renè Delacroix che ha curato gli arrangiamenti, i campionamenti, il mixaggio e il mastering. Angelo Barraco ha curato come sempre tutti gli arrangiamenti, i testi, la voce, i suoni, produzione e post produzione. Nella traccia d’apertura ha partecipato Umberto Palazzo, leader dei Santo Niente e icona degli anni 90 nella scena alternative rock che urla a gran voce un frase che sembra uscire dalle casse dello stereo, in due tracce ha prestato la sua voce Nicol Paladino. La voce che chiude il disco è di Paolino Canzoneri che gentilmente ha dato il suo contributo recitando una poesia scritta da Angelo Barraco. Un album impregnato di psichedelica, suoni distorti e acustici che si abbandonano a lunghi e dilatati feedback incastrati con i synth che lottano un’estenuante battaglia di equilibri instabili e sconnessi che trovano la perfetta simmetria con i rumori di fondo che mettono in asse un disco breve ma intenso.




Release Date: April 17, 2017
Total running time: 19m / 46s
Catalogue: NN_EP031_04_17
Format: MP3 [320 Kbps]
License: CC BY-NC-ND 4.0

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